
Il risultato è stato annunciato il pochi giorni fa durante il DJ Mag LIVE a [UNVRS] di Ibiza, dove il francese precede ancora una volta Martin Garrix, secondo, mentre la terza posizione porta un nome italiano: Anyma, alias Matteo Milleri che sale dal decimo al terzo posto, guadagnando sette posizioni.
Il resto della Top 10 vede Alok al quarto posto, Dimitri Vegas & Like Mike al quinto, Charlotte de Witte al sesto, Armin van Buuren al settimo, Timmy Trumpet all’ottavo, FISHER al nono e Vintage Culture al decimo.

Per l’Italia, il risultato più alto è quello di Anyma, mentre Joseph Capriati entra direttamente al numero 68, Giuseppe Ottaviani sale al 78, Deborah De Luca è all’81 e Marnik all’88.
Tra le nuove entrate più particolari di questa edizione c’è invece Padre Guilherme, sacerdote cattolico portoghese che svolge anche l’attività di DJ, con uno stile melodic techno.
Il 25 dicembre 2026 è prevista l’uscita del suo album, The Body, mentre sta lavorando a un EP ispirato al Fado, la tradizionale musica portoghese.
Un nome che, al di là della sua storia personale, porta inevitabilmente a chiedersi che cosa rappresenti oggi la Top 100 DJs.
La risposta arriva dalla natura stessa della classifica, che DJ Mag definisce il più grande sondaggio musicale votato pubblicamente a livello mondiale.
Nel 2026 sono arrivati voti da 234 paesi e non esistono nomination o criteri di eleggibilità: ogni votante può indicare cinque DJ.
Non c’è quindi una giuria tecnica chiamata a valutare la qualità del DJing, la tecnica in consolle, la ricerca musicale o il contributo storico dato alla cultura elettronica.
La Top 100 è, prima di tutto, una fotografia del consenso ottenuto dagli artisti da parte del pubblico attraverso una votazione internazionale.

C’è poi un aspetto che va oltre il prestigio della posizione, perché una classifica di questo tipo ha anche un peso commerciale.
Essere presenti nella Top 100, e soprattutto raggiungere posizioni elevate, significa poter presentare un riconoscimento di forte visibilità internazionale davanti a promoter, festival, club e brand.
La posizione ottenuta può quindi diventare uno degli elementi utilizzati nella costruzione del valore di mercato di un artista e, di conseguenza, nelle trattative per i booking.
Il cachet di un DJ non dipende naturalmente da una sola classifica: entrano in gioco la domanda, il numero di date, la dimensione degli eventi, il mercato di riferimento, l’esclusività, la produzione dello show e molti altri fattori.
Una posizione nella Top 100 può però contribuire alla percezione del valore commerciale di un artista e diventare uno degli elementi che incidono sulla sua forza contrattuale.
Il valore commerciale non si ferma però alle esibizioni poiché una maggiore esposizione può rendere un artista più interessante anche per i brand, aprendo la strada a collaborazioni, sponsorizzazioni, campagne pubblicitarie e partnership commerciali.
La presenza nella Top 100 può quindi diventare anche uno strumento di visibilità capace di generare nuove opportunità professionali e ulteriori fonti di guadagno.
Anche la promozione legata alla votazione fa parte del meccanismo visto che DJ Mag consente agli artisti di invitare i propri fan a votare e mette a disposizione un vero e proprio voting kit per organizzare le campagne, stabilendo allo stesso tempo regole e controlli contro pratiche fraudolente.
La visibilità costruita durante l’anno può quindi avere un ruolo importante nei risultati della classifica.
Festival, tour, residency, produzioni, collaborazioni, presenza sui social e attività promozionali contribuiscono a rendere un artista riconoscibile nel momento in cui il pubblico è chiamato a votare.
Il DJ contemporaneo non viene quindi più raccontato soltanto per ciò che accade in consolle, certo, la musica resta il punto di partenza, ma intorno all’artista si è costruito un sistema nel quale esposizione, immagine, presenza digitale, grandi produzioni, festival, collaborazioni e capacità di raggiungere il pubblico hanno assunto un peso sempre maggiore rendendo il DJ anche entertainer, personaggio e, in alcuni casi, influencer.
È un aspetto che rende ancora più importante capire che cosa misuri realmente questa classifica, perché quando una posizione può avere conseguenze anche sul valore economico di un DJ, la differenza tra popolarità e qualità tecnica non è più soltanto una questione teorica.
La DJMAGTOP100 non è quindi una classifica tecnica del DJing.
La differenza non è marginale, perché nella storia della musica elettronica esistono artisti che hanno contribuito in modo determinante alla nascita e all’evoluzione del Djing e della musica elettronica per come la conosciamo e che non necessariamente sono presenti in una graduatoria costruita attraverso il voto popolare.
La Top 100 non stabilisce il valore storico di un artista e la sua presenza o assenza non può essere utilizzata per determinare chi sia, in senso assoluto, un grande DJ.
Esiste però anche un’altra parte dei DJ Mag Awards che segue una logica diversa perchè accanto alla Top 100 vengono infatti assegnati riconoscimenti legati a specifici percorsi e contributi alla scena.

È un riconoscimento che guarda quindi al percorso e al contributo dato da un artista alla cultura musicale, secondo un criterio diverso da quello della votazione popolare.
La classifica racconta piuttosto ciò che il pubblico internazionale che partecipa al sondaggio ha scelto di premiare in quel determinato momento.
All’interno della Top 100 del 2026 convivono infatti generazioni, linguaggi e percorsi molto diversi. Accanto a nomi che hanno attraversato decenni di storia della musica elettronica compaiono artisti arrivati più recentemente alla ribalta internazionale, mentre tra le nuove entrate troviamo anche figure provenienti da scene e percorsi molto differenti.
A questo punto viene spontaneo porsi una domanda: se la Top 100 misura soprattutto il consenso e la popolarità raggiunti dagli artisti attraverso una votazione internazionale, “Top 100 DJs” è ancora il nome più rappresentativo della classifica?
Forse “Most Famous 100 DJs” descriverebbe meglio ciò che il voto realmente fotografa: i cento DJ più popolari in quel determinato momento, secondo il pubblico che ha partecipato alla votazione.
Perché essere il DJ più votato non significa necessariamente essere il migliore dal punto di vista tecnico, così come essere nella Top 100 non significa necessariamente aver lasciato un segno nella storia del DJing.
Il numero uno del 2026, per la sesta volta, è ancora David Guetta e questo, nella storia della DJ Mag Top 100 DJs, è un fatto.




