
Dopo Traxsource, anche Beatport prende una posizione netta sulla musica generata dall’intelligenza artificiale e sceglie di tracciare una linea precisa tra AI come strumento creativo e AI come sostituto dell’artista.
La piattaforma ha ampliato la collaborazione con Beatdapp, specializzata nel rilevamento delle frodi musicali, introducendo una nuova tecnologia per identificare i contenuti generati dall’AI all’interno del proprio catalogo.
Secondo le nuove linee guida, le tracce completamente o prevalentemente generate dall’AI non saranno ammesse su Beatport, i brani verranno bloccati durante il processo di inserimento e i titolari dei diritti saranno informati direttamente.
Diverso il caso della musica realizzata con l’assistenza dell’intelligenza artificiale: se il risultato finale rimane prevalentemente frutto del lavoro umano, il brano potrà essere pubblicato, ma verrà identificato al momento dell’inserimento per offrire maggiore trasparenza.
Una scelta che riflette anche le opinioni della community di DJ. Secondo un recente sondaggio condotto da Beatport, infatti, il 60% degli intervistati non suonerebbe musica generata dall’AI nei propri set. Tra questi, il 77% indica come motivazione principale la volontà di sostenere i creator umani. Solo l’8% si dice attualmente disposto a utilizzare musica generata dall’AI, mentre un ulteriore 13% la prenderebbe in considerazione a fronte di un’equa remunerazione per artisti e label.
«C’è una differenza tra uno strumento che assiste la creazione umana e un sistema che la sostituisce completamente», ha dichiarato Matt Gralen, CEO di Beatport, sottolineando come la piattaforma sia costruita sul primo modello.
La collaborazione con Beatdapp, inizialmente nata per contrastare le frodi nello streaming, si estende quindi ora anche ai contenuti AI non autorizzati. La tecnologia permetterà di distinguere tra produzioni completamente generate dall’intelligenza artificiale e musica realizzata con il suo supporto.
Il messaggio di Beatport è chiaro: la tecnologia può evolvere la musica elettronica, ma l’artista deve rimanere al centro del processo creativo.
Fonte: Beatport / Beatportal
