
Foto Roberto Buffagni Facebook
La nightlife italiana perde uno dei suoi protagonisti storici. È scomparso nella notte, dopo una lunga malattia, Roberto Buffagni, che insieme al fratello Massimo ha legato il proprio nome a locali simbolo come Villa delle Rose di Misano Adriatico, Peter Pan di Riccione e Matis di Bologna, contribuendo alla crescita del clubbing italiano.
La notizia ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte del mondo dell’intrattenimento e delle istituzioni, tra cui l’Amministrazione comunale di Riccione, che ne ha ricordato il contributo alla crescita della Riviera come destinazione di riferimento per il divertimento.
Nel corso degli anni, Roberto e Massimo Buffagni hanno costruito un percorso imprenditoriale che ha attraversato alcune delle stagioni più importanti del clubbing italiano. La gestione di locali diventati punti di riferimento per migliaia di appassionati ha accompagnato l’evoluzione della musica dance ed elettronica, ospitando nel corso degli anni artisti italiani e internazionali e ccontribuendo a rafforzare il ruolo della Riviera romagnola come destinazione di riferimento per il clubbing italiano.
Tra le realtà più rappresentative del loro percorso spicca senza dubbio Villa delle Rose, un locale capace di rinnovarsi nel tempo mantenendo un’identità riconoscibile e una programmazione di alto livello. Lo stesso vale per il Peter Pan, protagonista di alcune delle pagine più significative della storia del clubbing italiano e per il Matis di Bologna, altro nome che ha lasciato un segno nel panorama dell’intrattenimento nazionale.
Più che inseguire le mode, Roberto Buffagni ha saputo interpretare i cambiamenti del settore, contribuendo a mantenere questi locali tra i riferimenti della nightlife italiana.
Un lavoro, il suo, spesso lontano dai riflettori ma fondamentale per la crescita di un comparto che negli anni ha rappresentato anche un’importante risorsa culturale e turistica.
La redazione di Enjoy Media esprime le più sentite condoglianze alla famiglia Buffagni, al fratello Massimo e a tutti i collaboratori che hanno condiviso con Roberto un lungo percorso professionale.




