
Paul van Dyk è pronto a presentare un nuovo live concept dedicato a uno dei suoni più iconici della musica elettronica: si chiama The Essence of Acid e debutterà in anteprima mondiale il 21 novembre 2026 al Dreamstate SoCal, in programma al Queen Mary Waterfront di Long Beach, in California.
Non si tratterà di un semplice DJ set, ma di una produzione live costruita attorno al suono, alle macchine e all’immaginario dell’acid.
Durante lo show, Paul van Dyk utilizzerà un setup elettronico dal vivo insieme all’hardware che contribuirà a modellare il suono della performance.
Il progetto unirà materiale inedito, nuove composizioni ispirate all’acid e reinterpretazioni dal vivo di alcuni brani del suo catalogo. Ci saranno anche tracce già conosciute dal pubblico, ricostruite appositamente per questo nuovo concept.
Anche la parte visiva sarà strettamente legata alla musica. Lo show prenderà ispirazione da strumenti che hanno segnato la storia della produzione elettronica, come Roland TB-303, TR-808 e TR-909. Circuiti, oscilloscopi e forme d’onda entreranno quindi nel linguaggio visivo della produzione, mentre luci, schermi, laser ed elementi scenici si svilupperanno insieme alla musica durante la performance.
La scelta di Dreamstate SoCal per il debutto mondiale non è casuale. Il festival di Insomniac è da sempre legato alla storia, all’evoluzione e al futuro della trance e della musica elettronica. Inoltre, il rapporto tra Paul van Dyk e Dreamstate risale al 2015, quando l’artista si esibì alla prima edizione di Dreamstate SoCal.
L’acid rappresenta inoltre un territorio già presente nella discografia di Paul van Dyk poichè nel corso degli anni ha esplorato queste sonorità in brani come “Acid”, realizzato con DJ Pierre, il padrino dell’acid house, “ACID TRAXXX” e il singolo solista “Filthy Acid”.
Con The Essence of Acid, questa connessione con il genere diventa ora un progetto pensato specificamente per il live. Il debutto al Dreamstate SoCal sarà la prima apparizione mondiale dello show e darà il via a un futuro tour internazionale.
Dopo oltre trent’anni di carriera, Paul van Dyk continua così a esplorare nuove forme di performance, tornando allo stesso tempo alle radici sonore e alle macchine che hanno contribuito a definire la storia della musica elettronica.




